acqua, quanto e come bere 

L' acqua nutriente essenziale

bicchiere
 Secondo il manifesto di Lisbona del  1998 L’acqua « fonte di vita » è un bene comune che appartiene a tutti gli abitanti della Terra. In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata. L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. L’agricoltura, l’industria e la vita domestica sono profondamente legate ad essa. Il suo carattere « insostituibile » significa che l’insieme di una comunità umana – ed ogni suo membro – deve avere il diritto di accesso all’acqua, e in particolare, all’acqua potabile, nella quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche.
 
Il  nostro organismo contiene circa il 65% di acqua, prezioso patrimonio tenuto costante nel tempo attraverso sistemi complessi di richiesta e di meccanismi intelligenti di eliminazione.
La percentuale di acqua  è maggiore nell’infanzia -alla nascita è circa il 77% del peso corporeo-, e diminuisce progressivamente con l’età.  Dei circa 40 litri di acqua  di un adulto 28 litri (il 67-70% )  circa sono intracellulari, il rimanente 33% extracellulare come liquido interstiziale (23%, circa 8 litri ), plasma (7%, circa 3 litri ).

La regolazione  avviene attraverso meccanismi neuromediati  e ormonali che esplicano la loro azione sul rene . Enzimi chiave  di questa regolazione sono la renina, l’angiotensina, l’aldosterone e la secrezione di ADH da parte dell’ipofisi
 
 L’ acqua è un  nutriente essenziale, perché come tutti i nutrienti è indispensabile al normale funzionamento biologico del nostro organismo, ed è essenziale in quanto la poca acqua metabolica prodotta dai meccanismi ossidativi (250-300 ml) certamente non è sufficiente per coprire i fabbisogni.


La disidratazione è pericolosa

In condizioni climatiche neutre vi è una perdita obbligata di acqua corporea totale intorno ai ml 1500-1700 nelle 24 ore, ma se fa caldo, se si ha febbre o diarrea, se il clima è particolarmente secco o si è in alta quota le perdite di acqua possono essere rilevanti.  Se non si beve per recuperare il bilancio si negativizza rapidamente e la disidratazione si aggrava: una disidratazione del 3%  genera già sete e  ridotta performance, intorno al  5-6% i sintomi si fanno più evidenti con  crampi, diminuita capacità di concentrazione, irritabilità, sonnolenza, cefalea, alterazioni elettrolitiche. Con un decremento del  7-10 % vi è confusione, incremento dei valori di azotemia e creatininemia per insufficienza renale prerenale, gravi disturbi elettrolitici, crampi muscolari, alterazione dello stato di coscienza ed un  progressivo deterioramento delle funzioni organiche non  compatibile con la vita. Si muore molto prima di sete (pochi giorni) che di fame (circa 60 giorni). 


Il bilancio idrico, quanto perdi e quanto devi recuperare

Quanta acqua si deve bere ogni giorno? Le nostre esigenze di acqua dipendono da molti fattori: lo stato di salute, l' età, il  peso corporeo, la temperatura esterna ed il grado di umidità.  

Si beve per recuperare le perdite di acqua mantenendo così costante il pool di liquidi corporei. E'  un bilancio entrata-uscita, in cui le uscite sono rappresentate dalle urine e dalla evaporazione cutanea, e le entrate sono rappresentate dall' acqua metabolica, dall' acqua contenuta nel cibo e dall' acqua bevuta. 

Con le urine la perdita minima obbligata di acqua  è di circa ml 500-800, quantità di fluido necessaria a diluire i soluti escreti dal rene alla sua massima capacità di concentrazione. La perdita di  acqua evaporativa è circa 1,4 litri per metro quadro di superficie corporea (intorno ai ml 1200) ed è dovuta alla  evaporazione cutanea (non sudore)  per  circa ml 800 ed alle   perdite respiratorie, per circa ml 400.  Con le feci si perdono circa  100-150 ml/die. Nel complesso a temperatura neutra e quando non si suda vi è una perdita obbligata di acqua corporea totale intorno ai ml 1500-1700 nelle 24 ore a seconda della taglia corporea.

Le entrate sono rappresentate  dall’ acqua metabolica, prodotta dal metabolismo ossidativo dei nutrienti, (circa 200-300 ml) e dall’ acqua introdotta con gli alimenti e dalle bevande. L'acqua contenuta negli alimenti è una voce importante in entrata:  frutta e ortaggi sono costituiti per oltre l’ 85% di acqua, carne pesce uova e formaggi per il  50-80%, pochi alimenti ne contengono poca o nulla (olio, zucchero.) Questa acqua "mangiata" vale per circa  500-700 millilitri nella giornata

Il resto è dato dalle  bevande (800-1500 ml)
 

Quando e quanto bere?

bicchiere acqua

I LARN  riportano una assunzione adeguata negli adulti di 2 litri per le donne e 2,5 litri per gli uomini . In questo volume  però è compresa anche  l' acqua contenuta negli alimenti, per cui l' assunzione adeguata di acqua "bevuta" in condizioni di neutralità termica si posiziona su 1,5 litri per le donne ed un poco più per gli uomini. Tenendo conto che ai pasti è comune bere almeno 0,5 litri di acqua per pasto e quindi un litro in tutto, a temperatura neutra fuori pasto si dovrebbe berne circa mezzo litro o poco più. 

L' abitudine di portarsi appresso la mezza minerale e bere a piccoli  sorsi durante tutta la giornata non ha alcuna giustificazione scientifica ( se si è giovani) . Dovremmo fidarci un po di più del nostro corpo e dei suoi stimoli: il senso della sete,  è uno stimolo molto efficiente nei giovani, che scatta con osmolarità plasmatica superiore a 290 mOsm litro, con perdite di acqua corporea  sopra il 2%. 

Insomma se hai sete bevi, se non hai sete no: anticipare continuamente il senso della sete forzando l' idratazione a sorsatine è una falsa necessità indotta da un  conformismo di maniera, è una ritualità ossessiva che può creare dipendenza, e ci potrebbero essere gli estremi per definirlo un Disturbo del Comportamento Alimentare.

 Le precedenti generazioni non giravano con la mezza minerale nella borsetta, e l' unica patologia epidemiologicamente legata con certezza alla disidratazione cronica (l' unica, per altre patologie non ci sono evidenze) la litiasi renale, è aumentata in queste ultime decadi, non è diminuita. 

Diverso il discorso sopra i 65 anni: gli anziani perdono il senso della sete e quindi bevono poco, spesso assumono diuretici, e d' estate con l' aumento della temperatura il rischio di disidratazione è reale. Dovrebbero essere proprio le "vecchie generazioni " a portarsi la mezza minerale in tasca.  Per gli anziani quindi vale la regola degli otto bicchieri di acqua, 4 la mattina e 4 nel pomeriggio per rimanere bene idratati.