Dieta e Diverticoli

Dieta nella diverticolosi, per non infiammare i diverticoli


I dati epidemiologici  ci suggeriscono che  i diverticoli nel colon si formano per  un aumento della pressione all’ interno dell’ intestino,  come appunto accade nelle popolazioni che consumano un basso contenuto di fibre (dieta a basso residuo).

Quindi nella diverticolosi  (e non durante la diverticolite, o immediatamente dopo....) è indicata  una dieta ricca di fibre.  La logica è che la fibra alimentare riduce la pressione all’interno del colon  e ammorbidisce le feci, riducendo  il rischio di fecaliti.

 La fibra alimentare ha un ruolo importante  nella regolazione della funzione intestinale  aumentando la massa fecale ed accelerando il tempo di transito intestinale . (LARN IV Revisione)  e si dovrebbe ottenere un apporto alimentare (fibra non aggiunta quindi) di almeno 25 grammi al giorno , circa 12-16 grammi / 1000 calorie .  

Se non è abituati  a consumare alimenti ricchi in fibra , conviene iniziare  con piccole quantità  e, a seconda della tolleranza ed  aumentare  gradualmente nel corso del tempo  il consumo di alimenti di origine vegetale per raggiungere l' obiettivo di consumare almeno 5 porzioni tra frutta e verdura. Se si viene da  una recente infiammazione diverticolare, sarebbe opportuno farsi seguire in questa progressione da un dietologo esperto.

Per porzione in genere si intendono circa 50 grammi di insalata o 200 grammi di verdura cotta, o 150 grammi di frutta sbucciata. Nel menù settimanale dovrebbero inoltre essere rappresentati  passati di verdure, minestre di legumi,  legumi di tutti i tipi. e si dovrebbero preferire i prodotti integrali: pane integrale, fette biscottate integrali, pasta  integrale. Per idratare bene la massa fecale si dovrebbero bere molti liquidi durante i pasti e negli intervalli fra questi. Almeno 8 bicchieri di acqua!
 In caso di stipsi, e soprattutto se non si ha tempo (o voglia)  di consumare le quantità indicate di frutta e verdura,  è indicato il consumo di prodotti a base di fibra. 

Una vecchia tradizione anedottica degli anni 50 attribuisce anche all’ ingestione di alimenti contenenti particelle e piccoli semi un maggiore rischio di avere una infiammazione dei diverticoli. Si sconsigliava di mangiare melanzane, cetrioli, peperoni, pomodori con semi, frutta secca ed oleosa, fichi, fragole, lamponi, ribes, more, uva, melograno, kiwi.

Tuttavia,  non ci sono dati che  sostengano un ruolo per gli alimenti ricchi di particolato nella patogenesi di diverticolite, ne ci sono testi scientifici autorevoli che consiglino di astenersi dai semini: al contrario, c'è l' opposto. 
 
Lisa Strate ed i suoi  colleghi hanno esaminato l'associazione tra consumo di arachidi, noci  mais e popcorn e malattia diverticolare, utilizzando l'  Health Professionals Follow-up Study, una larga  coorte di uomini seguita tra il 1986 ed il 2004 tramite questionari auto-somministrati inerenti questioni mediche ed abitudini alimentari. Gli uomini che segnalavano diverticolosi o diverticolite come nuova diagnosi ricevevano questionari supplementari.
L'analisi ha incluso 47,228 partecipanti di età compresa tra 40 e 75 anni senza storia di diverticolosi, diverticolite, o relativa complicazione diverticolare.
Durante ben  18 anni di follow-up, ci sono stati 801 casi di diverticolite diagnosticati e 383 casi di sanguinamento diverticolare. Gli uomini che mangiavano spesso frutta secca, mais, popcorn non avevano maggior rischio di sviluppo di diverticolite o sanguinamento diverticolare rispetto agli uomini con consumi  rari, anzi gli uomini che mangiavano le noci, almeno due volte a settimana avevano un rischio inferiore del 20% di diverticolite rispetto agli uomini che mangiavano le noci meno di una volta al mese; gli uomini che mangiavano popcorn, almeno due volte a settimana avevano un rischio del 28% inferiore.
Nessuna associazione è stata osservata tra diverticolite e mangiare mais, e nessuna associazione con sanguinamento diverticolare è stato visto con uno qualsiasi dei cibi. Inoltre, nessuna associazione è stata osservata tra questi cibi e sviluppo di diverticolosi non complicata.
 
 Strate LL, Liu YL, Syngal S, et al. Nut, corn, and popcorn consumption and the incidence of diverticular disease. JAMA. 2008;300:907-914.http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=1028647
Shailendra Prasad, and Bernard Ewigman, Let them eat nuts—this snack is safe for diverticulosis patients.
 J Fam Pract. 2009 Feb; 58(2): 82–84. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3183923/
 
Si potrebbe obiettare che l' analisi non ha incluso ALTRI COMUNI ALIMENTI CONTENENTI  SEMINI. Inoltre lo studio prova la non responsabilità di alcuni alimenti particolati sulla insorgenza di una prima infiammazione diverticolare, ma non ne dimostra per esplicito l' innocuità in soggetti che hanno già avuto uno o più episodi di diverticolite.  La decisione o meno di escludere semi o noci come prevenzione primaria o secondaria di diverticolite si riduce quindi  al senso comune, alla prudenza ed alla scelta personale.



Dieta nella Diverticolite

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Nella fase acuta della diverticolite, solitamente in regime di ricovero, è indicato  il riposo intestinale (quindi il digiuno) per due tre giorni. In genere è comune un supporto di fluidi per vena e vi è l' indicazione alla terapia antibiotica. La rialimentazione è  graduale e secondo tolleranza,  con una dieta di facile digeribilità ed a basso residuo senza fibre , da incrementare con gradualità. In questa fase possono essere consentiti:
 
PRIMI PIATTI: riso, semolino, pastina, pasta asciutta ben cotti (anzi, passati di cottura) e conditi con olio crudo oppure in brodo vegetale.E' permesso l' uso di salsa di pomodoro se passata al setaccio in modo da eliminare bucce e semi
 
PANE: pane comune o pane in cassetta tostato, fette biscottate.
 
CARNI:  parti tenere di coniglio, pollo, tacchino, vitella 
 
PESCE:   filetti (o "cuori") di sogliola, merluzzo, platessa, freschi o surgelati.
 

Carne e pesce possono essere cucinati ai ferri, al cartoccio, lessati, al vapore, aggiungendo l’olio preferibilmente a cottura ultimata.
 
VERDURE: patate lessate condite con olio a crudo o a purea senza aggiunta di latte, burro o parmigiano
 
FRUTTA:   spremute di arancia passate, centrifugati di frutta.
 
BEVANDE: the, camomilla, tisane al finocchio, acqua minerale o naturale non gassata.
 
VARIE:  miele e zucchero con moderazione, olio di oliva.


La quota calorica di questa dieta deve essere adeguata, l' importante è l'assenza di fibra e residuo. Secondo indicazione medica si potrà gradualmente progredire verso una alimentazione piu' normale.