L' invecchiamento da un punto di vista nutrizionale.

l' invecchiamento


 L'invecchiamento è il decadimento delle funzioni fisiologiche e cognitive con l’ età. E' una progressiva riduzione dell' equilibrio dei sistemi biologici, con una ridotta capacità di reazione nei confronti di eventi interni ed esterni. Nei paesi a welfare avanzato e con una sempre maggiore attenzione alla salute, al cibo ed alla prevenzione il concetto di anziano, inteso come individuo biologicamente disfunzionale per età, si è andato modificando, tanto da dovere distinguere  un anziano “anagrafico” e un anziano biologico “fragile”.
 
L’anziano anagrafico ha superato l’ età pensionabile di 65 anni ma è a tutti gli effetti fisicamente e cognitivamente performante. La prevenzione nutrizionale non è distinguibile da quella delle classi di età più giovani per favorire una successful aging.
 
L’ anziano biologico è  un anziano fragile, con perdita di autonomia, decadimento cognitivo, affetto da numerose patologie ed incapace di mantenere il compenso clinico.
 
Quest’ ultimo è anche e spesso un anziano malnutrito per difetto (la prevalenza di malnutrizione nella popolazione ricoverata in età geriatrica oscilla dal 50 all’80% a seconda delle casistiche).


La composizione corporea con l' età 


Con l' età  vi è una progressiva  riduzio­ne della massa magra, ed un  incremento della massa grassa.

 A 70 anni il peso della muscolatura si è ridotto, rispetto ai 20 anni , anche del 40 %. La riduzione in parte è da disuso, in parte dipende da un differente equilibrio tra catabolismo e sintesi proteica.  Questa riduzione della muscolatura si chiama sarcopenia (riduzione della massa muscolare)  ed è fonte nel grande anziano di disabilità, riduzione del fabbisogno energetico ed  aumento della insulinoresistenza.

L' anziano è insulinoresistente, infiammato e disidratato. Il grasso corporeo si ridistribuisce in sede centrale ed endoaddominale e si riduce l' acqua corporea. 

La disidratazione è dovuta alla minore efficacia del senso della sete e dalla riduzione globale dell’alimentazione, in quanto circa il 50% dell’introito giornaliero di acqua avviene insieme al cibo.


anoressia e cause di malnutrizione


Il principale problema nutrizionale in età senile è rappresentato dalla  riduzione degli ingesta. La  sottoalimentazione  riguarda fino ad un terzo degli anziani ultrasettantenni in apparente buona salute e non istituzionalizzati. 

Negli anziani istituzionalizzati ben il 50% presenta segni gravi di malnutrizione calorico-proteica con tassi di morbilità e mortalità  elevati. Le cause sono molte: Insieme a cause fisiologiche  coesistono una vera e propria perdita della motivazione a  mangiare,  problematiche sociali (nell' anziano solo o istituzionalizzato) e/o psicologiche .

A livello digestivo vi può essere una diminuita performance masticatoria ed una riduzione  dell' attività secretoria degli enzini digestivi (acido cloridrico, pepsina)  

La riduzione dell' appetito è anche "centrale".  E' presente una dispercezione sensoriale del gusto con incremento della soglia per il dolce e per il salato (ragion per cui gli anziani cambiano radicalmente gusto).  Vi è anche una  ridotta  capacità di variare l’alimentazione a seguito di periodi di sovra o sottoalimentazione, 

Patologie concomitanti,  alcoolismo e trattamenti farmacologici multipli possono aggravare la malnutrizione: molti farmaci hanno un effetto anoressante, inoltre l ’assunzione di pillole e compresse ad inizio pasto con una rilevante quantità di acqua può ridurre l' appetito.



intervento nutrizionale nell' anziano.

quanto mangia l' anziano


-nell’anziano anagrafico l’alimentazione avrà come scopo quello di favorire un “successful aging”

-nell' anziano biologico l' intervento consiste nella valutazione dello stato di nutrizione e del  rischio nutrizionale e da un tempestivo intervento di, ottimizzazione della dieta per os con eventuale uso di integratori specifici.

 La valutazione dello stato di nutrizione ha   strumenti adatti all’età geriatrica come il Mini Nutritional  Assessment, e griglie semplificate di valutazione  dell’introito alimentare (per esempio questa  griglia, proposta anni fa dal Club Francophone de Gériatrie et Nutrition). 

Con una approfondita valutazione medica dovranno essere valutati depressione, difficoltà nella masticazione e nella deglutizione, perdita dei livelli di autonomia, deterioramento cognitivo, polisomministrazioni farmacologiche ecc.

La nutrizione artificiale enterale è una opzione da considerare nella completa perdita di autonomia e nella incapacità a deglutire. Occorrerà comunque valutare bene  un approccio così approccio invasivo ed il conseguente rapporto rapporto costo-beneficio.