Disclaimer, ovvero ognuno faccia la sua parte. 

avvertenze, cautele e consigli

Le informazioni contenute nel presente sito  sono in parte una sintesi di articoli originali da me pubblicati, in parte  frutto di una accurata selezione di fonti da me considerate attendibili e comunque derivano  dalla mia esperienza  professionale. Non se ne garantisce l'accuratezza o la completezza. Ho cercato di fornire informazioni utili  dal punto di vista  scientifico e culturale ma queste informazioni non hanno in nessun modo il carattere della prescrizione medica, e non possono e non devono essere utilizzate a scopo diagnostico terapeutico. Le informazioni su questo sito  sono a scopo puramente divulgativo e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico o di altri operatori sanitari. Informazioni su procedure mediche, posologie e/o descrizioni di farmaci o prodotti presenti nelle voci hanno fine unicamente illustrativo e non permettono di acquisire la manualità e l'esperienza indispensabili per il loro uso o la loro pratica. (da Wikipedia –Creative Commons, modificato)

Consultate sempre  il vostro medico curante. 

Ed a proposito di consultare il proprio medico curante..................

Mi sono laureato nel 1978 a 25 anni: avrei voluto che nel primo anno di corso qualcuno mi dicesse  “L’ uomo esprime le sue patologie con sintomi e segni. I sintomi sono quello che il paziente ti racconta, i segni sono i reperti obiettivi  che devi cercare tu con un accurato esame clinico, visitando il paziente. Sintomi e segni sono in genere pochi: dolori, la febbre, la stanchezza, la tosse, le  macchie cutanee ecc. A fronte di queste scarse manifestazioni, le patologie note sono migliaia:  l’ ICD-10, il sistema di classificazione internazionale contiene  68,000 differenti codici patologia.  Una nodulo duro sottocutaneo all’ angolo della mandibola può essere un linfonodo espressione di una   banale faringite o un linfoma: un mal di testa può essere un  banale mal di testa o un aneurisma che sta cedendo: come capire la differenza? Non basta studiare, occorrono anni di pratica."  

Fare il medico non è facile , ma fare il paziente è  ancora più difficile.

Noi abbiamo un corso di laurea di 6 anni e 4 o 5 anni  di specializzazione. Dopo un  lungo periodo di studio, riflessione e training, siamo (o dovremmo essere) abituati alle valutazioni accurate  ed ai processi induttivi e deduttivi. La persona ammalata e spaventata è spinta  da una pressante istanza di salute e vuole guarire,  ma non è abituata ad esporre, sistematizzare i propri sintomi, non sa raccontare, o si da scale di priorità diverse da quelle che sarebbe per lui stesso opportuno avere,

 
alcuni consigli per  essere un paziente perfetto:


1)  Regola delle regole: prima il medico di famiglia o l’ internista, POI lo specialista: se andate direttamente dallo specialista  vi state già facendo diagnosi da soli, ed è molto  probabile che la diagnosi sia sbagliata . In “Caro Diario” di Nanni Moretti c’è un episodio in cui il protagonista  per un prurito persistente fa il giro delle sette chiese dei dermatologi non risolvendo nulla. Un medico di famiglia esperto o un buon internista avrebbe forse risolto prima il dubbio diagnostico riguardo una patologia importante.

2)  Portate al medico sempre tutta la documentazione sanitaria disponibile, non decidete quale portare e quale no. Un buon medico sa fare una cernita veloce.  Spesso in quei documenti ci sono esami ed analisi  rilevanti su cui è utile fare confronti.


3)  Cercate di  descrivere  con la maggiore accuratezza possibile e se possibile in ordine cronologico i vostri SINTOMI:  dolori, disagi fisici, il vostro affanno, la vostra stanchezza, la vostra nuova incertezza nel cammino, un ricorrente mal di testa ecc.   Insomma raccontate  i vostri sintomi come se fosse una  cronaca, non interpretateli o fatevi la diagnosi: siete nella stessa  posizione di un  testimone oculare di un grave fatto di cronaca: raccontate i fatti, non le interpretazione dei fatti.


4)  Cercate di ricordare se c è un prima ed un dopo: quando è stato l’ ultimo periodo di relativo benessere? Cosa è successo poi?

5)  Portatevi l’ elenco delle medicine. Può capitare che in buona fede un paziente si scordi di dire che è diabetico, ma se il medico vede i farmaci per il diabete , tappa la falla.
 
 6) chiedete, chiedete, chiedete: non solo avete diritto di capire, ma un paziente informato è un paziente più facile anche per il medico: segue meglio le cure, non si fa pericolosi sconti terapeutici. La collaborazione fattiva è utile per tutti. 


Grazie per l' attenzione


Marcello Marcelli

Credits e varie

Ringrazio con affetto la mia amica Laura per la foto in home page: c'è voluta tutta la sua pazienza per farmi venire decentemente, Le musiche sono mie, Il sito me lo sono fatto da solo con Lauyan TOweb,  A mia moglie il primato della tolleranza per vedermi troppo spesso davanti al PC.