Intolleranze alimentari vere e false

caduceo

L’intolleranza alimentare è una reazione avversa al cibo, con diversi sintomi, che non coinvolge  il sistema immunitario. Un tipico esempio è la comune intolleranza al lattosio per carenza di lattasi, l’enzima digestivo che scinde lo zucchero del latte.
 
Occorre cautela nel diagnosticare una intolleranza alimentare.
 
Pochè mangiamo di norma  almeno tre volte al giorno, è inevitabile che  dolori e fastidi intestinali imputabili magari ad una banale colite (vedi) vengano sempre dopo aver mangiato qualcosa,  e  spesso ci focalizziamo sul cibo per comuni disturbi funzionali , pensando di avere una qualche allergia o intolleranza alimentare.... come ci si deve regolare? Più del 20% della popolazione ritiene di avere una qualche allergia o intolleranza alimentare, anche grazie alla larga diffusione di alcuni test molto criticati in ambiente scientifico . Questi test non sono considerati attendibili dalla comunità medica internazionale e sono privi di validità scientifica.


Alcuni test considerati inattendibili e quindi non appropriati:
 
• citotoxic test (Bryans 'o Alcat testing)
• test di provocazione orale e neutralizzazione
• Vega test  (test elettrodermico)
• test Kinesiologici
• test di Radionica (medicina psionici, radioestesia)
• Iridologia
• Test Pulse
• Analisi dei capelli
• I test per "disbiosi"
• VoiceBio

Che vuol dire scientificamente non validi ed inattendibili? Vuol dire che se si studiano questi test con rigore, confrontandoli  con test realmente efficaci, o se si “sfidano” i test a smascherare pazienti realmente allergici, i test sopraelencati falliscono ed hanno lo stesso potere predittivo che lanciare una moneta in aria per testa o croce.
 
Ad esempio lo studio di  Lewith ,  Is electrodermal testing as effective as skin prick tests for diagnosing allergies? a double blind, randomised block design study  ( Lewith et al. BMJ 2001;322:131-134) aveva come obiettivo valutare se il Vega test  fosse capace di discriminare tra volontari positivi al prick test per allergia a polvere e peli di gatto (quindi soggetti allegici) e volontari negativi.
Il disegno del test era  doppio ceco randomizzato (il che vuol dire che gli operatori non sapevano chi avevano davanti, se allergici o sani, e che i pazienti erano sottoposti a controllo in ordine casuale) . 
All’ esperimento participavano: 15 volontari con risultati positivi e 15 negativi a prick test per allergia a polvere e peli di gatto .
Per quanto riguarda l’ intervento, ogni partecipante era testato per 6 items da 3 operatori Vegatest in 3 sessioni separate. Per ogni partecipante i 54 items comprendevano 18 campioni di polvere di pelo di gatto e di  acqua distillata assegnate del tutto casualmente  ad ogni operatore.
 
Risultati: I risultati elettrodermici  e Skin Prick non correlarono, il test elettrodermico non è quindi stato  capace di distinguere  tra atopici and non-atopici, ed in conclusione il test elettrodermico  non puo’ essere usato per diagnosticare allergie ambientali.
 
Anche i test IgG verso componenti alimentari  utilizzati  per diagnosticare   allergie -intolleranze  si sono largamente diffusi ma non sono affidabili. Le principali società scientifiche  ritengono che non ci siano prove credibili  che misurare anticorpi  di classe Ig G sia utile per una diagnosi di allergia o intolleranza alimentare in quanto gli anticorpi IgG verso il cibo sono comunemente rilevabili  nei bambini e negli adulti sani, indipendentemente dalla presenza o assenza di sintomi legati al cibo. In realtà, gli anticorpi IgG riflettono l'esposizione agli allergeni, ma non la presenza di malattia, e considerando l'intero corpo di prove disponibili, non vi è alcuna correlazione, ne nesso di causa  tra  anticorpi IgG e sintomi.


Come riconoscere il vero dal falso...

Vale la pena ricordare alcuni indicatori di dubbio su test non convenzionali ed in generale su tutta la medicina non convenzionale:
 
1)      il promotore sanitario asserisce che il test è valido e che la scienza ufficiale non lo riconosce come tale per congiure, dietrologie o oscuri  accordi commerciali tra potenti multinazionali (teoria del complotto)
 
2)      Il promotore riporta attestati di validita’ riportati da  riviste parascientifiche  che appartengono allo stesso circuito culturale o  editoriale del promotore stesso o dei fabbricanti del  test ( principio del meccanismo autoreferenziale).E’ importante ricordare che qualunque ricercatore che voglia pubblicare un articolo scientifico su una rivista seria deve riportare con la massima accuratezza di come ha operato nella ricerca per garantire la riproducibilita’ dei propri risultati (in modo che altri ricercatori possano ripetere l’ esperimento per verificare l’ attendibilità dei dati) e l’ articolo deve essere sottoposto ad un comitato di referee (referenti) per giudicare la serieta’ dei dati stessi. Questo metodo insieme galileiano e democratico, è la maggiore garanzia della qualità scientifica dei test eseguiti. Inoltre esistono riviste scientifiche serie e meno serie, pubblicazioni  di elite e grande prestigio culturale come modestissimi fogli autoreferenziali. 
 
3)      Il promotore si fa pagare ed il test è costoso. (principio dell’ interesse privato)