LE PROTEINE IN GRAVIDANZA

QUANTE PROTEINE IN GRAVIDANZA


In gravidanza, il fabbisogno proteico  aumenta progressivamente nelle varie fasi e soprattutto nel terzo trimestre. E’ necessario un apporto corretto, in quanto una assunzione ridotta o eccessiva può influire  sul peso e sulla lunghezza del bambino, 

Le diverse fonti proteiche hanno diverso valore nutritivo e capacità di utilizzo. Le proteine animali di carne, latte, e latticini,  pesce, uova hanno qualità nutrizionale elevata, perché forniscono tutti gli aminoacidi essenziali.

L’utilizzo delle proteine di origine vegetale, carenti di almeno uno degli aminoacidi essenziali, è meno efficiente;  tuttavia il consumo di due o più alimenti con composizione proteica complementare migliora la qualità del mix proteico assunto.

I riferimenti italiani di assunzione corretta  -LARN 2014 - raccomandano  almeno 55 g/die di proteine  per una donna adulta, che devono essere incrementati di una quota di 

-poco (1 g/die) nel primo trimestre di gestazione, 

-8 g/die nel secondo trimestre e 

-26 g/die nel terzo trimestre. 

( per fare un esempio 100 grammi di carne o pesce  contengono 20 grammi di proteine,  30 grammi di parmigiano 11,5, 150 grammi di mozzarella 30 grammi di proteine, 100 grammi di fagioli circa 22 grammi di proteine, 100 grammi di pasta di semola circa 10 grammi di proteine)

Durante l’allattamento non integrato dovrebbe essere garantito un apporto proteico con la dieta maggiorato di 21 g/die nel primo semestre di allattamento esclusivo e 14 g/die nel secondo semestre se il latte materno costituisce ancora una quota importante della dieta del bambino. 

Le diete vegetariane (latto-ovo vegetariana, pesco-vegetariana, ecc.) e la dieta vegana, priva cioè di qualunque alimento di origine animale, inclusi uova e latte, vanno tenute in stretta osservazione  in gravidanza e allattamento, L’inclusione di latte e uova contribuisce ad ottenere, seppure in quantità variabili, l’apporto di nutrienti necessario alla gestante, ma  l’eliminazione di tutti i cibi di origine animale rende la dieta vegana, se non opportunamente integrata, inadeguata per sostenere la salute della donna in questa fase della vita, con aumento del rischio di basso peso alla nascita per il bambino e di carenza di ferro e vitamina B12 per la madre


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